Cominciamo ad approfondire, o perlomeno a focalizzare l’attenzione su quelli che vengono chiamati i canali energetici, un ambito che noi ben conosciamo e che utilizziamo ogni qualvolta andiamo a premere e a contattare un corpo.
I canali sono una situazione energetica riferita all’uomo, anche se in realtà i canali energetici sono stati descritti anche sugli animali (cani, gatti, cavalli, ecc.).
Il discorso sul pensiero e sulla medicina tradizionale cinese – a me non piace chiamarla medicina tradizionale, mi piace chiamarla “energetica”, vale a dire quell’ambito che spiega, che dà una risposta ai perché che noi Occidentali ci poniamo ogni qualvolta siamo di fronte a qualcosa di sconosciuto – è molto ampio.
Energetica è questo insieme che i Cinesi, ma anche gli estremo orientali, hanno messo a punto per spiegare in modo singolare che cosa può essere la vita, e la vita in un luogo preciso – nello spazio fra il cielo e la terra – e non la vita extraterrena.
Quindi, i Cinesi che cosa hanno fatto?
Hanno iniziato ad osservare, hanno iniziato a catalogare, a classificare, a fare una serie di osservazioni che sono durate dei millenni, dopo di che essi hanno compreso – non tanto capito, ma compreso in profondità – che tutta questa grande “cosa” che noi osserviamo può essere tradotta, essenzializzata, con un termine molto semplice e banale (banale... nel senso di essenziale), di nome Qi-Ki , lo conosciamo con il nome di Energia.
Energia, che cos’è?
È un termine onnicomprensivo che, tradotto, è tutto ciò che noi possiamo, da un certo punto di vista, osservare, anche se il termine osservazione, ancora una volta, è piuttosto interpretabile.
Tutto è Qi-Ki .
Il grande problema, qual è?
Che l’energetica non divide ciò che sono gli ambiti essenziali della vita di tutti i giorni e quindi, nel nostro studio o nello studio che noi intraprendiamo ogni qualvolta vogliamo avvicinarci a questo mondo che man mano diventa sempre meno sconosciuto, non possiamo non tenere in considerazione la totalità.
Cosa vuol dire la totalità?
Molti di noi, molti Occidentali, hanno tradotto questo termine in – ad esempio per quel che riguarda il corpo umano – corpo/mente/spirito.
Non possiamo osservare una realtà senza osservarla nella sua globalità.
E questo è quello che i Cinesi chiamano Uno - I.
Uno, che cos’è?
Uno è una situazione globale attraverso la quale, o mediante la quale, noi possiamo osservare successivamente delle particolarità insite in questa “unità”.
Questo corpo/mente/spirito è un aspetto fisico, no?
Un aspetto molto più concreto della vita quotidiana è, sì, la fisicità di un essere, ma è anche la sua moralità, è anche il suo aspetto energetico.
Io non posso e non devo, quando vado a intervenire su un corpo fatto di carne che ha una dolore alla spalla sinistra, scindere l’immagine che questo corpo è pensante ed è attivo, altrimenti sarebbe semplicemente una struttura anatomica.
Quindi, in un sistema come quello cinese, in un sistema globale, devo sempre tener presente tutte queste cose.
La totalità,l'Uno.
Ve lo dico perché oggi cercheremo prima di tutto di comprendere cosa sono i canali e soprattutto perché i canali sono messi lì e con che cosa sono in relazione (non dividere i canali dal resto del corpo vivente).
I canali – li chiamo canali, potremmo chiamarli meridiani, ma è un termine un po’ particolare perché i meridiani sono un ambito molto più complicato, che oggi comunque vedremo – i canali sono lì perché sono in relazione con qualcos’altro.
Senza quel qualcos’altro non potrebbero essere li.
Questa definizione è una definizione molto interessante e molto importante, perché viene riferita sempre ad un unità, tutto si rimanda ad una unità.
Non possono esistere i meridiani esterni senza che esistano delle strutture interne che possono far vivere, far coesistere un’unità che si chiama “persona”, individuo.
Quando parliamo di un uomo non possiamo vederlo isolato dall’ambiente in cui esso vive.
Un uomo, in quanto tale, vive perché è immerso nell’habitat che lo contiene, che lo accoglie e che gli dà la vita.
Non posso estrapolarlo da tutto questo.
E questo habitat è, in sintesi, il famoso intervallo cielo/terra di cui tanto si parla nei testi Cinesi Classici.
La terra su cui io poggio i piedi e il cielo che, in ogni dove, influisce su quelle che sono le situazioni climatiche e non che l’uomo va a sopportare o a supportare.
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