Oggi pomeriggio, parlando con un amico, ho avuto occasione di riflettere sullo shiatsu e su cosa lo caratterizza rispetto ad altre tecniche apparentemente simili e, in definitiva, sull'essenza dello shiatsu e su cosa lo rende assolutamente efficace in situazioni dove niente altro lo è.
Quello che caratterizza lo shiatsu è il fatto di sviluppare ed incoraggiare assolutamente la percezione IN CHI RICEVE. Sembrerà strano, detto così. Verrebbe da pensare che a mettersi in gioco, a sviluppare abilità sia l'operatore shiatsu, non il ricevente
E invece non è così.
O meglio, non è SOLO così.
Non vedo lo shiatsu come uno strumento che faccio su qualcun'altro, come un'operazione 'attiva' sul corpo di un altro, come potrebbe essere per esempio una tecnica fisioterapica, un massaggio, od anche l'agopuntura.
Considero, piuttosto, lo shiatsu come l'apertura di un flusso comunicativo con le strutture profonde di uke in cui si risvegliano in lui certe abilità di ascolto, che magari stanno li sopite da anni.
Vedo lo shiatsu come uno strumento per andare a 'svegliare' e a contattare le configurazioni somatiche e, alla fine, di tutto l'essere di uke per portarlo ad un livello di consapevolezza nuovo e diverso. Per sviluppare una nuova percezione di sè, una nuova postura ed una nuova organizzazione del proprio essere.
In sostanza per cambiare.
E' questo, solo questo secondo me, quello che rende lo shiatsu uno strumento di evoluzione personale così potente e versatile.
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