L'altro giorno incontro un amico, fa shiatsu (veramente fa un altro lavoro, ma diciamo che ogni tanto fa anche shiatsu); Lo chiameremo Paolo, tempo fa ci frequentavamo, ora molto meno. E' una persona gradevole e divertente con cui passare volentieri una serata in compagnia, se capita.
Non vedo Paolo da un pò, solite chiacchere, gli chiedo come va e lui mi fa...
"Sai ho fatto un corso di massaggio sportivo, sto studiando un pò di cose nuove e pensa... ho incontrato una signora che mi vuole insegnare altre tecniche...". Ne cita alcune(tra cui, mi pare, il massaggio californiano)
e poi (ed è la cosa che mi ha lasciato allibito)
"... pensa che questa signora conosce se-ssa-nta-no-ve tecniche"
scandendo con enfasi il numero magico sessantanove. Poi il mio amico Paolo inizia ad enunciare qualcuna di queste... massaggio californiano, hot stone massage, aurveda, massaggio emozionale e non ricordo le altre, perchè quasi subito mentre parlava ho iniziato a pensare tra me e me...
Ora, non ho niente contro la signora e le sue sessantanove tecniche ma io so che cerco tutti i giorni di approfondire lo shiatsu, e come me c'è gente che lo fa, e che a questa cosa ci dedica non dico la vita ma buona parte della giornata si. Anni e anni a perfezionare una cosa, lo shiatsu, e a farci stare bene le persone.
Quello che mi sta sul cavolo è che c'è sempre bisogno di qualcosa di 'altro' da quello che facciamo già per essere efficaci. Quello che abbiamo a portata di mano non basta mai.
A cosa mi servono 69 tecniche? E' come se, per dire, Charlie Parker o Miles Davis avessere suonato 69 strumenti e non UN sassofono o UNA tromba; E' come se la loro musica, bellissima, per uscire fuori non avesse avuto bisogno di UNO strumento ma di 69. Ma che senso ha?
Quello che forse al mio amico non è chiaro, è che la tecnica è solo un mezzo per permettere a quello che siamo di passare attraverso le mani. Certo serve ed è indispensabile conoscerla, come Charlie Parker avrà imparato a suonare le scale prima di scrivere 'Donna Lee'. Ma quello all'inizio. Poi su quel sassofono ci ha speso 30 anni sopra.
La differenza tra lo shiatsu e le altre 'tecniche' non sta in una relazione migliore-peggiore, più efficace-meno efficace.
Sta proprio in un salto di paradigma.
Proprio perchè lo shiatsu non è una tecnica ma è una disciplina in cui la tecnica è un mezzo per cambiare se stessi e gli altri, quello che passa da tori a uke (e viceversa) è tutta la persona: la sua intenzione, il suo cuore, la sua esperienza.
A non capire queste cose, si rischia di rimanere dei principianti a vita. E di continuare a strimpellare 69 strumenti invece di suonarne bene uno o due.
A presto
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