Shiatsu da leggere

"Quanti trattamenti shiatsu devo fare?"

E' la domanda che, dopo il primo trattamento, viene fatta più frequentemente...
"Quanti trattamenti shiatsu devo fare?"

The answer my friend is blowing in the wind... :)

Per come intendo lo shiatsu e per come cerco di passarlo agli uke che ricevono i miei trattamenti... non c'è risposta a questa domanda...

E questa è anche una delle risposte che più confonde una persona che ha appena iniziato a fare shiatsu...

Quello che tento di fare attraverso lo shiatsu è facilitare un ascolto del corpo. E il corpo sa di cosa ha bisogno, di come ne ha bisogno... e sa anche quanto shiatsu fare :)

E' proprio questa la direzione in cui voglio andare: liberarmi dalla dipendenza dell'autorità che ci ha sempre detto quante pasticche prendere, quanto esercizio fare, quanto mangiare...
E iniziare, semplicemente, ad ascoltare il proprio bisogno.

Lo shiatsu che facciamo...

Non ho avuto modo di conoscere molto bene Mario Vatrini e di essere esposto ai suoi insegnamenti, un pò per motivi anagrafici, un pò per ragioni geografiche. Qualche seminario lungo un week end e qualche serata di pratica insieme. A volte però bastano due parole dette al momento giusto, due minuti in quell'attimo in cui si è più aperti ad imparare per farti capire delle cose.

Una di queste cose che ho capito è che lo shiatsu che facciamo è lo shiatsu che abbiamo ricevuto.
Se siamo bravi.
Se siamo bravissimi, con un pò di applicazione, possiamo andare anche oltre.
Ma è veramente difficile fare qualcosa che non si è mai visto, mai sentito.
Qualcosa che non riusciamo neanche ad immaginare, è difficile che riusciamo a ripeterla.
Per questo è importante, anzi essenziale, per chi fa shiatsu, ricevere dei trattamenti. Lo shiatsu non è nato come una cosa che qualcuno fa SU qualcun'altro, ma come scambio: io faccio shiatsu con te, e tu dopo tratti me.
Nella pratica di lavoro non funziona così, è chiaro. Basta esserne consapevoli.
Il problema è quando chi fa shiatsu inizia a credere alla storia del 'terapeuta', del 'guaritore' e dello 'shamano' da cui si la gente va per farsi curare. In quel momento stiamo davvero allontanandoci dall'essenza dello shiatsu, ma non per motivi ideologici. Direi invece proprio per ragioni di struttura della disciplina che facciamo.
Capiamoci, lo shiatsu E' efficacissimo, a volte risolutivo.
Ma stranamente (e direi fortunatamente) perde la sua efficacia proprio nel momento in cui chi lo fa passa da sperimentatore sorpreso, da allievo consapevole di affacciarsi su un panorama di fenomeni complessi ad essere un sicuro dispensatore di pressioni salvifiche e un amministratore di energie che sposta e dirige dove vuole (pensa lui :) )

Qualunque operatore shiatsu, indifferentemente dalla scuola che ha frequentato e dello stile che ha imparato, potrà elencarvi a memoria le caratteristiche di una corretta pressione:la perpendicolarità, la costanza e tutte le altre belle cose che ci raccontano, e a volte ci raccontiamo da soli.

Ma SENTIRE una pressione shiatsu profonda, perpendicolare e costante è diverso. Sentirla da qualcuno che la vive davvero, che la sa fare e sa stare li con te, e tutti quei concetti li mette in pratica pressione dopo pressione à DAVVERO una altra cosa.

Forse è questa la cosa davvero bella dello shiatsu: che, come un'arte preziosa e nascosta, non può che passare attraverso le mani, attraverso l'insegnamento silenzioso di chi, prima di noi, ha sentito delle cose e ora ce le sta trasmettendo. Nessun libro e nessuna parola può sostituirsi a questo. Solo l'esserci e l'avere sentito.

Buono shiatsu

Simone

Ho scoperto un nuovo livello di emozioni...

Ho scoperto un nuovo livello di emozioni. Non è semplice raccontare questa esperienza perché credo non ci siano, ad oggi, parole adatte nel descrivere ciò che ho vissuto ieri nel ricevere un trattamento shiatsu (per quanto il termine ‘trattamento shiatsu’ mi sembra davvero limitativo !!).

All’inizio della mia esperienza come uke, lo shiatsu era un contatto corporeo, era lo stimolo alla conoscenza del proprio corpo e alle sue reazioni.

Poi è diventato ciò che pensavo fosse un coinvolgimento emotivo, nel senso che le pressioni che venivano fatte sul mio corpo, in quel preciso punto mi facevano vivere emozioni forti, coinvolgenti durante e dopo il trattamento.

A volte bastava pensare al punto in cui era stata fatta una pressione, che riuscivo a rivivere la stessa emozione, anche nei giorni seguenti.

Ieri invece ho avuto l’impressione di aver superato un confine, di essere entrata completamente in una nuova dimensione. Dico completamente perché non c’era più né il punto né l’emozione legata a quel punto, non c’era più neanche il contatto corporeo. C’era pura emozione, sempre e dovunque.

Un viaggio in un universo sempre più intimo, nella scoperta e nell’ascolto di qualcosa di sottile che sta dentro di me. Ho davvero difficoltà a trovare le parole adatte per raccontare questo mio viaggio, anzi questo mio volo in un sistema senza materia.

Il contatto fisico era quasi assente, solo un appoggio. Ma in questo appoggio ho sentito una sottile linea di fumo grigio che viveva nel mio corpo, collegata tra un appoggio e l’altro, ma così in movimento e leggera che non era qualcosa di estraneo a me, nè qualcosa che dal di fuori entrava dentro, piuttosto qualcosa che semplicemente c’era.

Ho vissuto il mio corpo e la mia mente in modo diverso, completamente senza materia, o meglio tramite la materia mi sentivo.

Davvero non conosco termini adeguati per descrivere questa mia esperienza; quando parlo di emozioni non riesco a dargli un nome. L’emozione può ad esempio essere quella che si prova nel vedere qualcuno che si ama o che comunque ha con te qualcosa di profondamente intimo in comune. Ma le emozioni che ho provato ieri erano sì come quella descritta ma anche molto di più, e molte più cose assieme che ho continuato a vivere anche per le ore seguenti.

Mi sono sentita al di là del visibile, quasi come se avessi toccato il mio nucleo.

Lo shiatsu mi sta regalando grandi esperienze, grandi conquiste e grandi perdite. Vado sempre più dentro, in una percezione sconosciuta prima. Non sono sicura di aver toccato ieri il mio nucleo, forse c’è qualcosa dentro di noi, ancora più sottile di una linea di fumo, ancora più leggera dell’aria, staremo a vedere.

Grazie Simone,

al prossimo viaggio

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